9. House of the Dead (IMDb: 2.1)

Un gruppo di studenti universitari si dirige a un rave su un’isola remota, solo per scoprire che è invasa da zombie risvegliati da uno scienziato pazzo che sperimenta con l’immortalità, costringendoli a lottare per la sopravvivenza con pistole, motoseghe e qualsiasi cosa riescano a trovare.
Diretto da Uwe Boll, questo adattamento è stroncato per il suo stile da cutscene di videogioco, la recitazione legnosa, i dialoghi ridicoli (“Ti prenderò a calci in culo, zombie!”) e il trucco/effetti zombie scadenti che sembrano costumi di Halloween. La trama è inconsistente, il ritmo è irregolare con rallentamenti casuali e sovrapposizioni di musica rock, e sembra un’operazione a basso budget. È tristemente famoso per la famigerata reputazione di Boll e la controversia sul “footage bonus”, ma si presenta come un film di zombie esilarantemente brutto, godibile al meglio in chiave ironica: molti se ne pentono da sobri ma amano scherzare sulla sua assurdità.